Il percorso non lineare: cambiare facoltà non è uno sbaglio
Redazione OrientaMe · · 2 min di lettura
Tante volte, durante il mio percorso universitario mi è capitato di sentirmi fuori posto, come se non stessi davvero valorizzando le mie capacità. In quei momenti è naturale pensare di mollare tutto. Ma c'è una differenza: una cosa è voler abbandonare perché un singolo esame non va, un'altra è sentire costantemente che l'intero percorso non fa per noi. Stare in un luogo che non ci appartiene è un po' come spegnere lentamente la nostra luce interiore.
Ed è lì che nasce la domanda più difficile: "E se dovessi cambiare università?"
Non sei solo: in Italia 1 studente su 6 cambia ateneo già durante il primo anno. È una scelta più comune di quanto pensiamo, anche se spesso non se ne parla apertamente.
Ammettiamolo: fa paura. Fa paura pensare di aver perso tempo, di dover ricominciare da zero, di vedere gli altri laurearsi prima di noi. Ma c'è un'altra paura, più nascosta: quella di restare dove non ci sentiamo al nostro posto, perdendo motivazione e fiducia in noi stessi.
Ecco è in questi casi che sta a noi stessi decidere che voce ascoltare: Quella che ci dice che falliremo in ogni caso, o quella che suggerisce di ripartire il prima possibile e ritrovare noi stessi?
La verità è che restare in un percorso che non ci appartiene è il vero spreco di tempo. Ogni giorno trascorso in un luogo che spegne la nostra passione è un giorno in meno per coltivare ciò che ci rende davvero vivi e motivati.
Il cambiamento richiede coraggio, ma anche la consapevolezza che il nostro benessere mentale e la nostra crescita personale valgono più di qualsiasi timore esterno. Scegliere di cambiare significa scegliere noi stessi, la nostra autenticità e il nostro futuro.
Ricorda: non stai scappando da qualcosa, stai correndo verso te stesso. E questo non è mai uno sbaglio.