I lavori del futuro e le lauree che ci portano
Redazione OrientaMe. Aggiornata il · 5 min di lettura
In breve
Tra il 2025 e il 2029 il mercato del lavoro italiano avrà bisogno di 3,3-3,7 milioni di occupati, ma la parte più grande di questa domanda non viene dalla crescita: viene dalla sostituzione di chi esce. Il 13,9% degli occupati dovrà essere rimpiazzato nel quinquennio, quasi uno su sette, e tra i dipendenti pubblici la quota arriva al 23,1%. Chi cerca «i lavori del futuro» pensando a professioni nuove guarda nella direzione sbagliata: la domanda più consistente è per mestieri che esistono già e che si stanno svuotando.
In questa guida · 6 sezioni
Il motore vero è demografico, non tecnologico
Vale la pena capirlo, perché cambia la strategia. Su un fabbisogno totale di 3,3-3,7 milioni, la componente di espansione, cioè i posti nuovi creati dalla crescita, vale tra 237.200 e 679.400 unità a seconda dello scenario. Circa tre milioni di posti, in entrambi gli scenari, sono sostituzione.
Nella pubblica amministrazione, dove l'uscita per età pesa di più, il 77,9% del fabbisogno richiede formazione terziaria: 622.300 posti per laureati, diplomati AFAM e ITS.
L'indice di anzianità delle filiere spiega il resto. Informatica e telecomunicazioni ha 50,5 dipendenti con più di 55 anni ogni 100 sotto i 35: è una filiera giovane. Altri servizi privati sta a 105,1, mobilità e logistica a 92,6, moda a 91,6. Dove l'indice è alto, nei prossimi anni si liberano posti per ragioni di età.
Dove crescono posti nuovi
- Informatica e telecomunicazioni: da 16.700 a 33.600 posti nuovi, la crescita relativa più alta di tutte le filiere (fino all'1,2% l'anno), su un fabbisogno complessivo di 64.700-81.600 persone nel quinquennio. Sullo squilibrio tra domanda e offerta il dato più solido è dell'Osservatorio delle Competenze Digitali 2025 (AICA, Anitec-Assinform, Assintel): in un anno circa 136.000 annunci di lavoro ICT su LinkedIn contro 73.000 nuovi professionisti ICT entrati nel mercato, uno ogni due posizioni aperte.
- Finanza e consulenza: da 62.600 a 120.900 posti nuovi, su un fabbisogno di filiera di 361.900-420.300.
- Commercio e turismo: da 30.500 a 158.300 posti nuovi, ed è la filiera con il fabbisogno complessivo più alto in assoluto, 574.400-702.200.
- Salute: 416.600-442.800 persone di fabbisogno complessivo, spinto soprattutto dalla sostituzione.
- Formazione e cultura: 373.300-421.300. È il dato che sorprende chi pensa che le lauree umanistiche non abbiano domanda: la domanda c'è, ed è grande, ma è concentrata nell'insegnamento, con le regole di accesso e le abilitazioni che questo comporta.
Le professioni con i numeri più alti
Excelsior dà ogni previsione come forbice fra due scenari. Fra le professioni tecniche e specializzate, quelle che richiedono più spesso una formazione universitaria o terziaria, i fabbisogni più alti del quinquennio sono questi.
| Professione | Persone |
|---|---|
| Tecnici della salute (infermieri, fisioterapisti, riabilitazione) | 146.600-154.100 |
| Specialisti in scienze gestionali, commerciali e bancarie | 105.200-114.400 |
| Docenti di scuola primaria e pre-primaria | 83.900-92.400 |
| Tecnici dei rapporti con i mercati | 81.000-92.300 |
| Docenti di scuola secondaria | 75.200-80.800 |
| Tecnici dell'organizzazione e dell'amministrazione | 64.900-71.800 |
| Tecnici in campo ingegneristico | 58.800-66.500 |
| Ingegneri | 51.400-58.700 |
| Medici | 53.400-54.700 |
| Tecnici informatici e delle telecomunicazioni | 44.400-52.800 |
Fonte: Unioncamere-Excelsior, Previsioni dei fabbisogni occupazionali 2025-2029. Scenario più prudente e scenario più favorevole.
Le cifre singole più alte in assoluto, per completezza, sono di mestieri che di solito non chiedono una laurea, come gli addetti alla segreteria e agli affari generali e gli addetti alle vendite.
Il PNRR, e cosa vuol dire in pratica
Il PNRR può attivare fino a 809.200 occupati entro il 2029. La ripartizione per titolo richiesto è la parte utile: il 35,3% chiede una formazione terziaria (università, AFAM o ITS), il 45,6% un diploma tecnico o professionale, il 5,3% un liceo, il 13,8% titoli inferiori. Per tipo di mestiere, le quote più grandi sono le professioni commerciali e dei servizi (21%), quelle specializzate (19,1%) e quelle tecniche (17,5%). La domanda si concentra su costruzioni e infrastrutture, transizione digitale ed energetica, sanità.
Quali lauree portano dove
Incrociando i fabbisogni con gli esiti misurati da AlmaLaurea, le combinazioni più solide oggi sono queste.
- Se vuoi la domanda più alta e la carenza di laureati più marcata: professioni sanitarie (infermieristica, fisioterapia, tecniche di laboratorio), ingegneria industriale e dell'informazione, informatica e ICT. Sono anche le aree con la probabilità di occupazione più alta e le retribuzioni migliori: a un anno dalla laurea, rispetto all'area politico-sociale e a parità di altre condizioni, medico-sanitario +310 euro al mese, ingegneria industriale +256, informatica e ICT +222.
- Se vuoi volume e flessibilità: area economica. È il 28,6% dei laureati richiesti dalle imprese nel 2025, la quota più grande, e l'area con più immatricolati: quindi molta domanda e molta concorrenza insieme.
- Se ti interessa l'insegnamento: la domanda è tra le più alte del sistema (117.500 laureati richiesti dalle imprese private nel 2025 per insegnamento e formazione, fino a 173.200 docenti tra primaria e secondaria nel quinquennio) e i laureati in educazione e formazione trovano lavoro più spesso di quelli dell'area politico-sociale. Va però messo in conto il percorso di abilitazione, che è lungo e regolato.
- Se ti interessa un'area con esiti più difficili, come psicologia, arte e design, giurisprudenza o lettere: si può fare, e vale la pena farlo se è quello che vuoi, ma sapendo che l'ingresso è più lento e che il divario si riduce molto a cinque anni. In quel caso conta di più cosa aggiungi al titolo: tirocini, specializzazione, competenze digitali, esperienze all'estero. AlmaLaurea misura quanto: aver lavorato durante gli studi aumenta la probabilità di essere occupati fino al 127,2%, un periodo all'estero del 9,4%, saper usare almeno cinque strumenti informatici del 18,6%.
Una cautela sul concetto di «lavori del futuro»
Le previsioni a cinque anni sono previsioni. Excelsior stesso ragiona per scenari, e fra il più prudente e il più favorevole i posti nuovi cambiano di oltre 440.000. Una laurea presa oggi produce effetti su quarant'anni di vita lavorativa, in cui i mestieri cambieranno più volte.
Quindi la domanda utile non è «quale sarà il lavoro del futuro», ma: quale percorso mi dà competenze che si riusano quando il settore cambia? Di solito sono quelle di metodo (saper analizzare dati, scrivere, progettare, imparare cose nuove in fretta) più che quelle legate a uno strumento specifico. Se hai già un'area in testa, guarda i corsi di laurea area per area e le facoltà più richieste oggi.
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Quali sono i lavori più richiesti nei prossimi anni in Italia?
Fra le professioni tecniche e specializzate, secondo Excelsior, nel quinquennio 2025-2029: tecnici della salute (fino a 154.100), specialisti gestionali, commerciali e bancari (fino a 114.400), docenti di primaria (fino a 92.400) e secondaria (fino a 80.800), ingegneri (fino a 58.700), medici (fino a 54.700) e tecnici informatici (fino a 52.800).
Quale laurea scegliere per trovare lavoro facilmente?
Sui dati AlmaLaurea 2026, le aree con la probabilità di essere occupati più alta a un anno dalla laurea sono medico-sanitaria e farmaceutica, ingegneria industriale e dell'informazione, informatica e ICT, architettura e ingegneria civile.
È vero che servono più laureati STEM?
Sì. Le imprese dichiarano difficoltà a trovare un laureato su due tra quelli cercati, con i problemi più forti negli ambiti farmaceutico, sanitario, scientifico e ingegneristico. Eppure l'area informatica e ICT ha meno di 10.000 immatricolati l'anno.
L'intelligenza artificiale renderà inutili alcune lauree?
Le previsioni Excelsior non indicano scomparse di indirizzi, ma una ricomposizione della domanda dentro le professioni. La lettura più difendibile è che conti più il tipo di competenza (analitica, progettuale, relazionale) che il nome del titolo.
Fonti
- Unioncamere-Excelsior, Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia 2025-2029
- Unioncamere-Excelsior, «Laureati e lavoro», 2025 (imprese private con dipendenti)
- Osservatorio delle Competenze Digitali 2025 (AICA, Anitec-Assinform, Assintel), novembre 2025
- AlmaLaurea, XXVIII Indagine sulla condizione occupazionale dei laureati, Rapporto 2026
- MUR-USTAT, monitoraggio del numero di immatricolati, febbraio 2025 (dati provvisori)