Le facoltà più richieste dal mercato del lavoro
Redazione OrientaMe. Aggiornata il · 5 min di lettura
In breve
Le imprese private italiane hanno programmato nel 2025 l'ingresso di 673.000 laureati, pari all'11,6% di tutte le assunzioni previste. L'indirizzo più richiesto è quello economico, con il 28,6% del fabbisogno; seguono, sommati, gli indirizzi di ingegneria (18,8%) e insegnamento e formazione (17,5%). Ma «più richiesto» e «più facile da usare» non sono la stessa cosa, e conviene distinguere.
In questa guida · 6 sezioni
Due domande diverse: quanti ne cercano, e quanto è facile essere assunti
Un indirizzo può avere un fabbisogno enorme in valore assoluto ed essere comunque competitivo, perché ne escono molti laureati; un altro può avere un fabbisogno piccolo ed essere facilissimo, perché ne escono pochi. Guardarli insieme è l'unico modo di leggere questi numeri.
Cosa cercano le imprese: la classifica per indirizzo
I dati vengono dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, che ogni anno chiede alle imprese private con dipendenti quante persone pensano di assumere e con quale titolo. La pubblica amministrazione non è compresa, e per indirizzi come insegnamento o sanità questo conta.
| Indirizzo | Laureati | Quota |
|---|---|---|
| Economico | 192.600 | 28,6% |
| Insegnamento e formazione | 117.500 | 17,5% |
| Sanitario e paramedico | 54.100 | 8,0% |
| Ingegneria industriale | 44.300 | 6,6% |
| Ingegneria civile e architettura | 38.700 | 5,7% |
| Scientifico, matematico, fisico e informatico | 36.000 | 5,3% |
| Chimico-farmaceutico | 29.700 | 4,4% |
| Ingegneria elettronica e dell'informazione | 27.400 | 4,1% |
| Umanistico, filosofico, storico e artistico | 22.800 | 3,4% |
| Politico-sociale | 21.100 | 3,1% |
| Medico e odontoiatrico | 16.000 | 2,4% |
| Linguistico, traduttori e interpreti | 15.000 | 2,2% |
Fonte: Unioncamere-Excelsior, «Laureati e lavoro», 2025. Solo imprese private con dipendenti; gli indirizzi con meno richieste non sono in tabella.
Il dato più importante del rapporto però non è nella tabella: le imprese dichiarano difficoltà a trovare un laureato su due tra quelli che cercano, con i problemi più forti in ambito farmaceutico, sanitario, scientifico e ingegneristico.
Chi trova lavoro prima, e a quanto
Qui il quadro si sposta. AlmaLaurea (Rapporto 2026) misura, a un anno dalla laurea e a parità di altre condizioni, quanto ciascuna area si discosta dall'area politico-sociale, presa come riferimento. Le probabilità di essere occupati più alte sono per medico-sanitario e farmaceutico, ingegneria industriale e dell'informazione, informatica e tecnologie ICT e architettura e ingegneria civile. Sotto il riferimento stanno letterario-umanistico, giuridico, arte e design e psicologico, quest'ultimo il più basso del gruppo.
Sulle retribuzioni mensili nette, sempre rispetto al politico-sociale: medico-sanitario +310 euro, ingegneria industriale e dell'informazione +256, informatica e ICT +222, economico +128, scientifico +105, educazione e formazione +94; giuridico −117, psicologico −38.
In valori assoluti, a un anno dal titolo i laureati guadagnano in media 1.491 euro netti al mese (triennali) e 1.495 (magistrali), che diventano 1.796 e 1.903 a cinque anni.
Dove cresce l'occupazione, nei prossimi cinque anni
Excelsior stima un fabbisogno complessivo di 3,3-3,7 milioni di occupati tra il 2025 e il 2029, a seconda dello scenario. La parte più grande è la sostituzione di chi esce dal lavoro: il 13,9% degli occupati dovrà essere sostituito nel quinquennio, quasi uno su sette, e tra i dipendenti pubblici la quota sale al 23,1%, quasi uno su quattro. È l'effetto demografico, e vale più di qualsiasi moda.
Le filiere che crescono di più in termini di posti nuovi, non solo di sostituzioni, sono finanza e consulenza, commercio e turismo e informatica e telecomunicazioni, che ha la crescita relativa più alta: fino all'1,2% l'anno.
Tra le professioni, i fabbisogni più alti fra quelle tecniche e specializzate sono per i tecnici della salute (infermieri, fisioterapisti, riabilitazione: fino a 154.100 nel quinquennio), gli specialisti in scienze gestionali e bancarie (fino a 114.400), i docenti di scuola primaria (fino a 92.400) e secondaria (fino a 80.800), gli ingegneri (fino a 58.700) e i medici (fino a 54.700). Il dettaglio per filiera è nella guida sui lavori del futuro.
Cosa stanno scegliendo gli studenti (che è un'altra cosa)
| Area | Immatricolati |
|---|---|
| Economico | 51.632 |
| Medico-sanitario e farmaceutico | 41.737 |
| Ingegneria industriale e dell'informazione | 41.403 |
| Scientifico | 33.753 |
| Politico-sociale e comunicazione | 28.463 |
| Giuridico | 25.866 |
| Educazione e formazione | 17.312 |
| Letterario-umanistico | 15.805 |
| Linguistico | 14.703 |
| Scienze motorie e sportive | 14.201 |
| Psicologico | 13.748 |
| Architettura e ingegneria civile | 12.044 |
| Arte e design | 11.714 |
| Informatica e tecnologie ICT | 9.859 |
| Agrario-forestale e veterinario | 6.653 |
Fonte: MUR-USTAT, monitoraggio degli immatricolati, febbraio 2025. Dati provvisori: le immatricolazioni erano ancora aperte, e la crescita è calcolata sullo stesso mese dell'anno prima.
Il confronto che salta all'occhio: l'area informatica e ICT è quella in cui le imprese segnalano più carenza di laureati, eppure ha 9.859 immatricolati, meno di un quinto dell'area economica. L'area psicologica è quella che cresce di più, +20% in un anno, ed è anche quella con la probabilità di occupazione a un anno più bassa. Sono i due squilibri più marcati.
Per il 2025/26 i primi dati del Ministero, anticipati dal Corriere della Sera il 15 marzo 2026, indicano un calo delle immatricolazioni del 3,3%, il primo dal post-Covid. Il monitoraggio ufficiale non è ancora uscito, quindi le variazioni per singola area vanno prese con cautela.
Come usare questi numeri senza farsi male
Tre avvertenze, perché questi dati vengono usati male di continuo.
Primo: sono medie nazionali, e dentro ogni area le differenze fra persone sono più grandi di quelle fra un'area e l'altra. Un laureato molto preparato in un'area «difficile» può trovare lavoro prima di uno svogliato in un'area «facile».
Secondo: il territorio pesa quanto l'indirizzo. Secondo AlmaLaurea, chi si laurea in un ateneo del Nord ha il 55,9% di probabilità in più di essere occupato rispetto a chi si laurea nel Mezzogiorno, e chi lavora all'estero guadagna in media 673 euro al mese in più di chi lavora nel Mezzogiorno.
Terzo: quello che fai durante gli studi pesa molto. Aver lavorato durante l'università aumenta la probabilità di essere occupati del 127,2% per chi ha lavorato a tempo pieno e con continuità, del 50% per chi ha avuto esperienze più saltuarie; un periodo di studio all'estero del 9,4%; saper usare almeno cinque strumenti informatici del 18,6%.
Quindi: usa questi dati per escludere le sorprese, non per scegliere al posto tuo. Un corso molto richiesto che ti pesa studiare produce un abbandono, non un lavoro, e nelle lauree triennali abbandona più di uno studente su quattro. Per vedere i corsi area per area, parti dal catalogo dei corsi di laurea.
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Quali sono le lauree più richieste in Italia?
In valore assoluto l'indirizzo economico (28,6% dei laureati richiesti dalle imprese private nel 2025) e, sommati, gli indirizzi di ingegneria (18,8%), poi insegnamento e formazione (17,5%). Per difficoltà di reperimento, gli ambiti farmaceutico, sanitario, scientifico e ingegneristico.
Quale laurea garantisce lo stipendio più alto?
Nessuna lo garantisce. A un anno dal titolo e a parità di altre condizioni guadagnano di più i laureati delle aree medico-sanitaria e farmaceutica (+310 euro al mese rispetto all'area politico-sociale), ingegneria industriale e dell'informazione (+256) e informatica e ICT (+222).
Quali lauree hanno più difficoltà a trovare lavoro?
Sui dati AlmaLaurea 2026, a un anno dalla laurea le aree psicologica, arte e design, giuridica e letterario-umanistica hanno la probabilità di essere occupati più bassa. A cinque anni il divario si riduce molto.
Conviene scegliere la facoltà in base agli sbocchi?
Conviene tenerne conto, non decidere solo così. Nelle lauree triennali più di uno studente su quattro abbandona entro sei anni, e scegliere un percorso che non si regge per tre anni di esami è il modo più rapido per finire in quella quota.
Fonti
- Unioncamere-Excelsior, «Laureati e lavoro», 2025 (imprese private con dipendenti)
- Unioncamere-Excelsior, Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia 2025-2029
- AlmaLaurea, XXVIII Indagine sulla condizione occupazionale dei laureati, Rapporto 2026
- MUR-USTAT, monitoraggio del numero di immatricolati, febbraio 2025 (dati provvisori)
- Immatricolati 2025/26: dati del Ministero anticipati dal Corriere della Sera, 15 marzo 2026 (il monitoraggio ufficiale non è ancora pubblicato)
- ANVUR, Rapporto sul sistema della formazione superiore e della ricerca 2026