Come orientarsi nella scelta universitaria

    Redazione OrientaMe. Aggiornata il · 6 min di lettura

    In breve

    Orientarsi non vuol dire trovare la risposta: vuol dire costruirsi gli strumenti per deciderla. In pratica sono quattro: un test che restringa il campo, i piani di studio dei corsi rimasti, il confronto con qualcuno che quel corso lo sta facendo, e i dati pubblici su costi e occupazione. In questo ordine, e con un calendario, perché molte scadenze non si spostano.

    In questa guida · 6 sezioni

    L'orientamento che si riceve a scuola, e perché spesso non basta

    Se sei uscito da un incontro di orientamento senza avere le idee più chiare, non sei un caso isolato. Secondo AlmaDiploma, l'84,5% dei diplomati 2025 ha fatto attività di orientamento per la scelta dopo il diploma organizzate dalla scuola: la copertura c'è. Ma fra chi le ha fatte, le ha ritenute rilevanti per la propria scelta solo il 57%.

    Nell'Osservatorio Skuola.net e Gi Edu su circa mille maturandi (luglio 2026), il 64% si dichiara insoddisfatto delle ore di orientamento obbligatorie e solo il 30% ha trovato utili i colloqui con i tutor. Il buco più grosso è l'esperienza diretta: il 39,5% ha svolto la formazione scuola-lavoro solo dentro la scuola, senza entrare in un vero luogo di lavoro. È difficile scegliere un mestiere che non si è mai visto.

    Strumento 1: un test, per restringere

    Serve a una cosa sola e la fa bene: eliminare le aree che non ti appartengono e farti vedere corsi che non sapevi esistessero. In Italia i corsi di laurea sono oltre 5.000: la probabilità di conoscere già quello giusto è bassa.

    Cosa aspettarsi da un test: una rosa ristretta, con il perché. Cosa non aspettarsi: una risposta. In Italia ce ne sono diversi, con approcci diversi: AlmaOrièntati di AlmaLaurea, Conosci Te Stesso della Sapienza, il questionario Alpha Test, quelli di Studenti.it e Universita.it, e OrientaMe, che arriva al singolo corso di laurea e ti spiega il perché di ogni proposta. Li mettiamo a confronto nella pagina sul test di orientamento universitario.

    Che l'orientamento serva è misurabile: AlmaDiploma rileva che chi ha svolto AlmaOrièntati abbandona l'università meno spesso (5,5% contro 6,3%) e acquisisce più crediti al primo anno (37,7 contro 35,4).

    Strumento 2: i piani di studio

    È il passaggio decisivo, e va fatto a mano. Per ogni corso rimasto apri il piano di studi dei tre anni e leggi le materie una per una: lo trovi sul sito dell'ateneo e, per la maggior parte dei corsi, nelle schede dei corsi di laurea di OrientaMe. Conta quante materie ti attirano, quante ti sono indifferenti, quante ti pesano.

    Le domande che funzionano meglio di qualsiasi test, mentre leggi. Se dovessi seguire questi esami per tre anni, mi ci vedo? Quante materie sono teoriche e quante pratiche o di laboratorio? Quanta matematica, statistica, chimica o informatica c'è davvero? Preferisco studiare da solo sui libri o lavorare in gruppo su progetti? Mi pesa sostenere esami orali?

    Lo stesso corso in due atenei può essere molto diverso: confronta sempre almeno due piani di studio dello stesso titolo.

    Strumento 3: parlare con chi ci sta dentro

    Vale più di dieci brochure, e costa un messaggio. Cerca studenti del secondo o terzo anno di quel corso: non del primo, che sono appena arrivati, e non laureati da dieci anni, perché i corsi cambiano.

    Cosa chiedere, evitando le domande a cui ti risponderanno «bello»: quali sono i tre esami più difficili e perché; quante ore stai in aula e quante a casa; quanti dei tuoi compagni dell'anno scorso sono rimasti; che tirocini fa chi si laurea; una cosa che avresti voluto sapere prima di iscriverti.

    Se è possibile, prova a passare una giornata nel luogo di lavoro dove quel corso porta. È l'esperienza che a scuola è mancata a quasi quattro maturandi su dieci, e spesso è quella che cambia di più le idee.

    Strumento 4: i dati pubblici, che nessuno ti mostra

    Tre famiglie di numeri, tutte gratuite e pubbliche.

    • Costi. Negli atenei statali la contribuzione media è di 959 euro l'anno (1.550 sui soli paganti), e il 38,1% degli iscritti è esonerato del tutto: la no tax area copre gli ISEE fino a 22.000 euro, con riduzioni dell'80%, 50%, 25% e 10% nelle fasce fino a 30.000. Le private tradizionali costano in media 7.493 euro, le telematiche 2.150. E poi la voce vera: vivere fuori sede costa in media 17.498 euro l'anno, contro i 9.379 di chi studia nella propria città (stime Federconsumatori e UDU, dati 2023).
    • Borse e alloggi. Nell'anno accademico 2024/25 sono state assegnate 299.618 borse, con un importo medio di 4.900 euro, e la copertura degli idonei è arrivata al 99,8%: se hai i requisiti, la borsa arriva. Ne beneficia circa un iscritto in corso su cinque. Gli alloggi invece sono pochi, 58.827 posti in tutta Italia, e vanno chiesti presto. Se vuoi sapere se rientri nelle soglie ISEE della borsa, c'è una verifica gratuita.
    • Occupazione. A un anno dal titolo lavora l'81,2% dei laureati triennali che non proseguono con la magistrale e l'80,8% dei magistrali; a cinque anni il 91,7% e il 94,4%. Le differenze tra aree sono forti e vanno guardate prima di decidere, non dopo: sono nella guida sulle facoltà più richieste.

    Un calendario minimo

    • Quarto anno e inizio del quinto: fai il test, leggi i piani di studio, vai agli open day. In questa fase serve larghezza, non decisione.
    • Autunno e inverno del quinto anno: restringi a tre o quattro corsi e verifica se sono a numero programmato e quando cade la prova di ammissione, perché molte sono in primavera e alcune iscrizioni chiudono mesi prima. Per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria dal 2025/26 il test non c'è più: c'è il semestre filtro, con gli esami del primo semestre che decidono la graduatoria.
    • Inverno e primavera: prepara l'ISEE. È il documento che decide quanto pagherai e se avrai la borsa, e richiede tempo: si chiede al CAF o all'INPS e servono i dati fiscali di tutto il nucleo familiare.
    • Primavera ed estate: prove di ammissione, bando per la borsa di studio (le scadenze le fissa l'ente regionale per il diritto allo studio, spesso in estate e prima delle immatricolazioni), domanda di alloggio.
    • Da luglio a ottobre: immatricolazione. Per i corsi ad accesso libero le finestre sono ampie; per quelli a numero programmato seguono l'esito della prova.
    • E se a settembre ti accorgi di aver sbagliato: non è una catastrofe e non serve aspettare un anno. Nei cinque grandi atenei che abbiamo controllato il passaggio di corso interno costa tra 65 e 116 euro e il trasferimento verso un altro ateneo tra 46 e 316. Le finestre però non sono uniformi: a Bologna i passaggi si chiedono dal 22 luglio al 19 novembre e i trasferimenti in uscita fino al 31 dicembre, alla Statale di Milano i trasferimenti dal 15 luglio al 15 ottobre, alla Federico II dal 1° settembre al 2 novembre con una fase straordinaria a pagamento fino a gennaio, a Padova in tre finestre che arrivano al 30 giugno dell'anno dopo. Va controllato sul sito del proprio ateneo, e c'è una guida su cosa fare se sei indeciso.

    Vuoi un punto di partenza concreto?

    Il test di OrientaMe restringe il campo in circa 5 minuti, con corsi suggeriti e il perché di ognuno.

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    Domande frequenti

    Quando iniziare a orientarsi per l'università?

    Dal quarto anno, quando c'è tempo per guardare largo. Le scadenze che non si spostano (prove di ammissione, ISEE, bandi per le borse) arrivano tra l'inverno e l'estate del quinto.

    Gli open day servono?

    Servono per vedere i luoghi e conoscere le persone, meno per capire cosa studierai: per quello vale di più il piano di studi. Vanno usati per fare domande scomode, non per ascoltare presentazioni.

    Cos'è l'ISEE e perché conta per l'università?

    È l'indicatore della situazione economica del nucleo familiare. Decide quanto paghi di tasse (negli atenei statali l'esonero è totale fino a 22.000 euro) e se hai diritto alla borsa di studio. Va chiesto in anticipo, perché per ottenerlo serve tempo.

    Chi può aiutarmi a orientarmi se la scuola non lo fa?

    Gli sportelli di orientamento degli atenei, gli enti regionali per il diritto allo studio per la parte economica, e gli studenti dei corsi che ti interessano. Un test online serve a restringere il campo prima di chiedere.

    Fonti

    • AlmaDiploma, Profilo dei diplomati 2025 e Rapporto 2026 sugli esiti a distanza dal diploma
    • AlmaDiploma, comunicato del XXII Convegno, febbraio 2025 (esiti di chi ha svolto AlmaOrièntati)
    • Skuola.net e Gi Edu, Osservatorio «Giovani e orientamento», V edizione, luglio 2026 (circa 1.000 maturandi)
    • MUR-USTAT, Focus sulla contribuzione studentesca a.a. 2024/25 (agosto 2026)
    • MUR-USTAT, Focus sul diritto allo studio universitario a.a. 2024/25 (giugno 2026)
    • AlmaLaurea, XXVIII Indagine sulla condizione occupazionale dei laureati, Rapporto 2026
    • Federconsumatori e UDU, «Universitari al verde», 6 novembre 2023 (stime su dati 2023)
    • Regolamenti tasse e contributi 2026/27 di Statale di Milano, Politecnico di Milano, Bologna e Federico II; per la Sapienza il regolamento 2025/26 (il 2026/27 non è ancora pubblicato)
    • Calendari 2026/27 di passaggi e trasferimenti di Bologna, Statale di Milano, Federico II e Padova

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